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Confederazione dell'Industria Manifatturiera Italiana e dell'Impresa Privata

  • Garanzia Giovani: protocollo d’intesa tra Ministero del Lavoro, ANPAL e Confimi Industria

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    Garanzia Giovani: protocollo d’intesa tra Ministero del Lavoro, ANPAL e Confimi Industria
    Un protocollo d’intesa per favorire l’occupazione giovanile nell’ambito di Garanzia Giovani è stato siglato dal Ministero del Lavoro, l’ANPAL e Confimi Industria

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  • Detrazione Iva: apertura dell'Agenzia delle entrate ai principi Ue

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    Detrazione Iva: apertura dell'Agenzia delle entrate ai principi Ue
    Dopo un lungo silenzio si è sbilanciata, finalmente, anche l'Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 1/E del 17/01/2018, e l’ha fatto nel migliore dei modi al momento possibili ossia riconoscendo che il "dies a quo" (termine di decorrenza iniziale) è legato alla doppia condizione sostanziale (esigibilità) e formale (possesso/ricezione fattura) come sostenuto nella denuncia ANC-Confimi presentata lo scorso maggio alla Commissione UE. Fugato altresì qualsiasi possibile dubbio sulla percorribilità della dichiarazione integrativa a favore.

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  • Adempimenti, serve una tregua

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    Adempimenti, serve una tregua
    Confimi Industria e ANC fanno il punto dopo la vicenda relativa all’allargamento massiccio dello split payment da cui emergono paradossi che le due parti ritengono offensivi

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  • Metalmeccanici Confimi: Socrate misura post Jobs Act

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    Metalmeccanici Confimi: Socrate misura post Jobs Act
    Il Presidente di Confimi Industria Meccanica Chini dichiara: "contratto all’avanguardia, rilanciate le relazioni tra le imprese e i sindacati".

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  • Tribunale Brevetti, Agnelli scrive a Calenda

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    Tribunale Brevetti, Agnelli scrive a Calenda
    Confimi Industria torna ad occuparsi di Tribunale unico dei Brevetti e lo fa con una lettera firmata dal presidente Paolo Agnelli indirizzata al Ministro Calenda: “All’Italia la terza sede del Tribunale unico dei Brevetti, è ora di essere protagonisti”.

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  • Manovrina, beffe e complicazioni vanno a braccetto

    Dai Territori

    Manovrina, beffe e complicazioni vanno a braccetto
    Lorenzin sulla Manovrina: "Provvedimento sanguisuga dove beffe e complicazioni vanno ancora una volta a braccetto".

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Confimi Industria Alimentare
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Confimi Industria Alimentare

La nuova sezione di Confimi Industria Alimentare. Un mondo di informazioni e servizi per le industrie agroalimentari italiane.

Comunicati Stampa
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I comunicati stampa della nostra Confederazione

Le nostre sedi
dai territori

Le nostre sedi

Le sedi territoriali di Confimi Industria

Confimi Industria rappresentata dal Direttore Generale Fabio Ramaioli e dal responsabile delle Relazioni sindacali Mario Borin  e Cgil, Cisl e Uil, hanno sottoscritto un accordo sui principi guida volti a regolare le modalità con le quali si potranno sottoscrivere gli accordi sindacali territoriali e/o aziendali, in attuazione delle finalità perseguite dalla legislazione in materia di credito d’ imposta per le attività di formazione.

Tale accordo arriva  dopo che le parti hanno  valutato le disposizione previste dalla legge di Bilancio 2018 e aver considerato che il credito di imposta previsto dalla legge  rappresenta una significativa misura di sostegno alla formazione sui temi dell’ Industria 4.0.
Pertanto le attività di formazione del personale dipendente nel settore delle tecnologie previste dal Piano nazionale Industria 4.0  dovranno essere definite con un accordo sindacale aziendale o territoriale per poter accedere al beneficio in questione.
E' un  passo assolutamente importante utile alle imprese del sistema Confimi Industria nonché ai lavoratori e propedeutico alle intese territoriali.
 
“Meno investimenti, meno crescita, meno posti di lavoro, la sintesi di Confindustria sul Dl Dignità è davvero riduttiva e non dipinge un’immagine lusinghiera degli imprenditori”. Commenta così Paolo Agnelli presidente di Confimi Industria le dichiarazioni dell’associazione di viale dell’Astronomia.
“Pur riconoscendo il valore della flessibilità, non si può immaginare che gli imprenditori italiani cambino le loro strategie di investimento e produzione solo per una riduzione della durare del contratto a termine”. “Per non parlare dei numeri sulla perdita dei posti di lavoro, a nostro avviso esagerati”.
“Riteniamo più importane e più serio un confronto con il Governo sulla riduzione del cuneo fiscale perché renderebbe più competitive le aziende sui mercati nazioni e internazionali” spiega Agnelli “Questo metterebbe le imprese italiane nella condizione di assumere e a tempo indeterminato senza paura”.
“Serve inoltre una maggiore attenzione a favorire un migliore accesso al credito alle piccole e medie imprese, questo permetterebbe di sostenere gli investimenti e quindi la crescita”.
“È assolutamente condivisibile ed etico - sottolinea anche Agnelli - il principio secondo il quale le imprese che hanno ricevuto finanziamenti di stato per  investimenti produttivi rimangano in Italia almeno per il termine di 5 anni”.
E in chiusura il presidente di Confimi Industria “Siamo convinti che questo eccessivo allarmismo possa generare soltanto un clima inadeguato al sistema produttivo italiano”.
Agnelli su Dl Dignità: “Chi è precario non può garantire la stabilità”

Così il Presidente di Confimi Industria sul delicato momento storico delle Pmi rispetto alle nuove normative.

“Chi è già precario, come lo sono le nostre Pmi, non può garantire stabilità di lavoro”. Così Paolo Agnelli Presidente di Confimi Industria che commenta il decreto dignità. “Chi da’ lavoro oggi, chi rappresenta il vero welfare in Italia sono le Pmi - continua Agnelli - Ci sono 4 milioni e 300 mila piccole e medie imprese nel Paese che danno lavoro a 16 milioni di persone e rappresentano il 73,8 % del Pil”.
“Queste imprese, che già non hanno chiuso come hanno fatto purtroppo 700 mila aziende in Italia negli ultimi 10 anni, stanno sul mercato con difficoltà incredibili. Le aziende in questo contesto sono le prime ad essere precarie perché non hanno certezza delle commesse e degli investimenti fatti. Come fanno a dare stabilità’ assumendo? Siamo di fronte al fallimento della globalizzazione, ad un Europa frantumata, alla politica frastagliata dei dazi, a incidenze sul costo del lavoro, dell’energia e del peso burocratico  senza paragoni”.

In Italia lavorano circa 6 milioni di imprese, il 97,7% di queste è composto da microimprese, se a queste aggiungiamo quelle che i criteri europei definiscono pmi si arriva al 99,8%. Questi i dati di InfoCamere che hanno introdotto oggi il tavolo di lavoro di Confimi Industria durante il quale la confederazione che rappresenta 30.000 piccole e medie imprese manifatturiere italiane ha presentato il suo Manifesto della manifattura. A discutere il manifesto insieme a Confimi, rappresentata dal presidente Paolo Agnelli, dal direttore generale Ramaioli e da una vasta delegazione di presidenti e direttori provenienti  dal territorio, alcuni esponenti delle forze politiche e sindacali. Costo dell’energia, costo del lavoro, accesso al credito, sburocratizzazione e sicurezza nei tempi di pagamento, necessità di adeguare la formazione alle richieste del mercato del lavoro, implementamento dei presidi per l’internazionalizzazione coinvolgendo le ambasciate, un unico contratto per la manifattura, riforma dei codici degli appalti fino alla proposta/provocazione di istituire un Ministero delle Piccole e Medie Industrie . Ecco i 10 punti che rappresentano le priorità da cui partire per rilanciare l’economia del paese e far tornare centrale il settore nelle strategie di politica industriale.

“Ripartire dall’Europa per restituire dignità alle industrie italiane” così Paolo Agnelli presidente di Confimi Industria lanciando un appello al nuovo Governo.
“Ma per ripartire abbiamo bisogno che sia prima di tutto l'Italia a rendere le nostre industrie nuovamente competitive” dichiara Agnelli ."Soprattutto ricreare un clima favorevole e non ostile alle attività produttive".
Tra le indicazioni di Confimi Industria sottolineate da Agnelli: "la riduzione del costo dell’energia "oggi maggiore mediamente dell’87% rispetto alle PMI europee, un importante processo di sburocratizzazione che vada nell'ottica della semplificazione, basti pensare che in Italia ci vogliono 240 ore per pagare le imposte, il 47,2% in più della media Ocse di 163 ore, e si intervenga sulla riduzione del cuneo fiscale”.
In merito a quest’ultimo, segnala Agnelli “L’Ocse nel suo rapporto Taxing Wages 2018 ci stima il terzo Paese col cuneo fiscale più alto pari al 47,7% contro una media europea del 35,9%. E mentre nel resto dei paesi occidentali il cuneo è sceso di più di un punto percentuale dal 2000 al 2017 in Italia è cresciuto di 6 decimali". “Se ci avvicinassimo alla media Ue – conclude il Presidente di Confimi Industria - l’Italia potrebbe tornare ad essere competitiva e dare finalmente un colpo di spugna alla precarietà rilanciando l' occupazione e i consumi interni”.