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Confederazione dell'Industria Manifatturiera Italiana e dell'Impresa Privata

ANIEM: SERVE CORAGGIO PER RILANCIARE L’EDILIZIA, NON BASTANO INTERVENTI “TAMPONE”

Piacentini: “Su edilizia scolastica ed edilizia residenziale sperimentare strade innovative”

“Ben venga un’azione decisa per rilanciare l’edilizia, tutti conoscono il suo ruolo trainante sull’intero sistema economico. Ma non bastano più misure “tampone”, servono interventi innovativi di politica industriale e riforme strutturali per liberare risorse”

Il Presidente di Aniem, Dino Piacentini commenta le anticipazioni sul programma di Renzi per il rilancio del comparto edile, sottolineando come le trasformazioni del mercato e la perdurante recessione economica rendano necessari progetti, anche sperimentali, per dare soluzione a problemi emergenziali.

“Sull’edilizia scolastica e su quella residenziale, in particolare, si devono trovare strade nuove; perché non sperimentare la finanza di progetto anche sull’edilizia scolastica ricomprendendo la gestione di alcuni servizi? Certo anche sulla finanza di progetto andrebbero introdotte semplificazioni ed accelerazioni procedurali che la rendano uno strumento effettivamente praticabile.”, prosegue il Presidente di Aniem.

Sull’emergenza abitativa e sulla riqualificazione delle nostre aree urbane occorre smetterla di avere un approccio tradizionale, speculativo, invasivo dal punto di vista dell’impatto ambientale. Basta con il consumo del territorio, avanti con la sostituzione edilizia, con la rigenerazione di aree fortemente degradate ed energivore sulle quali si può ricostruire con criteri moderni e con impatti vantaggiosi senza oneri per le casse pubbliche. Abbiamo già avanzato alcuni progetti perfettamente sostenibili che hanno riscosso l’interesse della proprietà immobiliare e del sistema bancario”.

“Se non cambiamo modo di approcciarci ai problemi, se restiamo ancorati unicamente alle logiche dei finanziamenti pubblici, se non abbiamo il coraggio di intervenire su apparati obsoleti ed anacronistici sarà molto difficile ipotizzare progetti reali di rilancio produttivo ed occupazionale per l’edilizia”, conclude Dino Piacentini.