I cookie ci aiutano ad erogare servizi di qualità. Utilizzando i nostri servizi, l'utente accetta le nostre modalità d'uso dei cookie.

Confederazione dell'Industria Manifatturiera Italiana e dell'Impresa Privata

Apindustria Confimi Vicenza promuove la riforma degli ammortizzatori sociali

Finalmente si cambia: dopo anni in cui pagavano solo i “soliti noti”, gli ultimi decreti attuativi del Jobs Act razionalizzano gli ammortizzatori sociali, con un deciso passo avanti verso la loro estensione obbligatoria a tutti i datori di lavoro, e soprattutto con l’introduzione del criterio bonus-malus, dove ciascuno paga in base a quanto utilizza: una misura che le Pmi avevano chiesto fin da subito.

Per questo oggi anche Apindustria Confimi Vicenza esprime soddisfazione per gli ultimi provvedimenti che stanno portando a compimento la nuova riforma del lavoro in tutti i suoi aspetti. «Certo, la riduzione del costo del lavoro per le imprese virtuose è ancora insufficiente – spiega il Presidente, Flavio Lorenzin – ma è importante aver introdotto il principio: basta casse in deroga, pagate da tutti ma a favore di pochi, che forse avevano un senso nella fase più acuta della crisi, ma che si stavano trasformando in un pericoloso “assegno in bianco”, a favore di comparti che già godono di un costo del lavoro più basso».

Altri due punti importanti delle ultime attuazioni in materia di lavoro sono la valorizzazione dei contratti i solidarietà, che dopo qualche perplessità iniziale le imprese in difficoltà stanno imparando a utilizzare, e la prospettata conferma che la durata della Naspi sarà mantenuta a 24 mesi anche nei prossimi anni, anziché ridurla a 18 come inizialmente previsto, soprattutto se consideriamo che la cassa straordinaria non sarà più applicabile alle imprese fallite.

«Naturalmente qualche aspetto è ancora migliorabile – precisa Lorenzin – come la soluzione discutibile che è stata adottata nell’eliminazione del lavoro a progetto, per la quale da gennaio 2016 sarà applicata la disciplina del lavoro subordinato, difficile da mettere in pratica su contratti di lavoro autonomo. Le imprese vogliono continuare ad avvalersi di tutti i collaboratori, anche se questi non intenderanno lavorare in forma subordinata».

Un desiderio per il “dopo jobs act”? Il rappresentante delle Pmi vicentine non ha dubbi: «Auspichiamo che finalmente si metta mano anche a una riforma dei premi assicurativi Inail – conclude – rendendo la copertura assicurativa obbligatoria veramente totale e non aperta all’ulteriore risarcibilità del danno biologico, altrimenti il monopolio dell’Inail non ha senso».