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Confederazione dell'Industria Manifatturiera Italiana e dell'Impresa Privata

"RITESSERE LA TELA" Imprenditori di Apindustria Confimi Vicenza a raccolta per costruire l'associazione del futuro

Le nuove frontiere dell'associazionismo per restare al passo con i cambiamenti e vincere le sfide del futuro sono state al centro del workshop “Ritessere la tela”, un evento senza precedenti nella storia di Apindustria Confimi Vicenza, ospitato al Lanificio Conte di Schio.

Gli imprenditori vicentini, veri protagonisti dell'associazione, sono stati chiamati a raccolta per esprimere senza filtri considerazioni, esigenze e aspettative: da queste sono emerse nuove idee e sfide ambiziose che rappresentano da oggi il punto di partenza per pianificare insieme l'associazione del domani, come assicurato dal Presidente Flavio Lorenzin.

Durante un convegno di alcune ore, con l'assistenza di coach specializzati nello sviluppo di idee innovative, gli imprenditori hanno restituito a dirigenti associativi un rinnovato modello organizzativo e operativo, per molti versi originale e sorprendente,  con l'obiettivo di tagliare nuovi traguardi in maniera sempre più rapida ed efficace su azioni di cambiamento, servizi adeguati da offrire agli associati in base agli sviluppi dello scenario economico e produttivo post-crisi, ma anche sui concetti di lobby e squadra, e sulla capacità di allargare la squadra con il coinvolgimento di nuovi titolari di aziende.

La scelta della location non è stata casuale, essendo il Lanificio Conte di Schio un ottimo esempio di prima industrializzazione, da dove è partita la prestigiosa storia del manifatturiero vicentino. L'azienda laniera scledense è nata nel lontano 1757 da una piccola attività artigianale, e a partire dalla seconda metà dell'Ottocento ha dato il via ad un importante rinnovamento, in particolare tecnico, assumendo la definitiva conformazione di stabilimento industriale moderno, sfruttando sempre la connessione della Roggia Maestra per la produzione di energia elettrica. Prendendo spunto da questa storia gloriosa Apindustria ha scelto di ripartire oggi, in quegli stessi spazi che per tanti anni hanno ospitato la produzione della lana, ancora una volta per rilanciare qualcosa di nuovo anche nella rappresentanza di categoria attraverso un lavoro di ricomposizione del tessuto imprenditoriale che ha ispirato il titolo del convegno.

Secondo i titolari delle piccole e medie imprese la nuova Apindustria deve guardare con coraggio a un'evoluzione interna per essere un vero valore aggiunto a favore delle singole imprese, che dal canto loro auspicano un nuovo coinvolgimento nella vita associativa per ritrovare la consapevolezza di essere parte di un progetto comune: nel resoconto finale del congresso il portavoce dei coach Maurizio Padovan ha utilizzato la metafora di una barca, dove ciascun rematore sente la sua importanza nel dare la propria spinta verso la stessa direzione degli altri. Così devono sentirsi gli imprenditori, e la nuova Apindustria deve essere il timoniere autorevole di questa grande barca. La squadra dei coach, che insieme a Padovan è stata composta da Alex Sacchetti, Carola Togliani, Giampietro Vecchiato e Vladimiro Barocco, ha affrontato con gli imprenditori nei diversi tavoli di lavoro i temi del cambiamento nelle organizzazioni, dei servizi a supporto delle attività aziendali, di lobby e rappresentanza, del lavoro di squadra e di comunicazione verso l'esterno si è parlato anche di alleanze generazionali sfruttare le qualità dei giovani imprenditori, ma anche di peso politico e dei rapporti con le banche, oltre che di nuovi ambiti nei quali l'associazione, attraverso l'impiego di adeguate risorse, soprattutto professionali e umane, può fornire aiuti specifici ed estremamente concreti, che potrebbero sgravare il lavoro degli uffici nelle aziende e far risparmiare in consulenze esterne, attirando la curiosità di tanti nuovi potenziali associati. Naturalmente i ragionamenti non sono stati soltanto autorefenziali, ma hanno guardato anche verso l'esterno, con un occhio di riguardo alla presenza nel territorio e nella società civile: una partecipazione indispensabile in un contesto produttivo formato quasi esclusivamente da piccole e medie imprese, dove bisogna continuare a promuovere e a mantenere ben forte il valore del fare impresa.