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Confederazione dell'Industria Manifatturiera Italiana e dell'Impresa Privata

Privacy e trasparenza nel lavoro: Apindustria Confimi Vicenza presenta le novità del jobs act

Finalmente il Jobs Act ha modificato una norma dello Statuto dei lavoratori, in vigore dal 1970, che limitava il potere di controllo delle aziende sui propri dipendenti a tutela della loro privacy: un provvedimento legittimo ma pensato soprattutto per la videosorveglianza in ambito produttivo.

Nel frattempo molte attività hanno conosciuto una rapida espansione, e il lavoro impiegatizio ha assunto un ruolo più rilevante potendo contare su tecnologie sempre nuove: per questo lo Statuto è stato esteso a situazioni che in origine il legislatore non aveva previsto, e la questione del confine tra privacy e trasparenza è stata via via più complicata.

Una svolta è arrivata con l'ultimo decreto attuativo della riforma del lavoro, che esclude ogni limite ai controlli dell'imprenditore sugli strumenti concessi al dipendente per svolgere la prestazione lavorativa come computer, telefoni cellulari, auto aziendali e altri veicoli di trasporto merci. Restano invece ben saldi altri principi dello Statuto che limitano l'installazione di telecamere puntate direttamente sui lavoratori o all'ingresso dei bagni, salvo accordi diversi con i sindacati.

Per fare chiarezza sulle nuove disposizioni, l'Area Sindacale di Apindustria Confimi Vicenza ha organizzato un convegno, in programma stasera, venerdì 27 novembre, nella sede provinciale di Galleria Crispi. Per gli associati è un'occasione importante per conoscere le nuove possibilità di controllo finalizzate all'efficienza produttiva, ma anche i limiti entro i quali muoversi per evitare abusi o eccessi che potrebbero portare a conseguenze in ambito penale. L'iniziativa è realizzata in collaborazione con Axerta, società di investigazione presieduta dal geometra Michele Franzè. Saranno presenti massimi esperti del settore come il docente di Diritto del lavoro Gaetano Zilio Grandi, l'avvocato Aldo Campesan e il magistrato Luigi Perin della Corte d'Appello di Venezia.