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Confederazione dell'Industria Manifatturiera Italiana e dell'Impresa Privata

Apindustria Confimi Vicenza Assemblea GGI "Agnelli suona la carica".

I valori del passato e le ambizioni future del mondo imprenditoriale hanno trovato un filo conduttore nello spirito dei giovani di Apindustria Confimi Vicenza in occasione della grande assemblea “Ritorno al futuro industriale”.Con un vivace dibattito su come sfruttare nuove opportunità e le innovazioni più all’avanguardia per creare benessere, senza dimenticare la grande eredità lasciata dai padri imprenditori che hanno creato il modello di sviluppo del Nord Est, il Gruppo Giovani Imprenditori ha aperto ufficialmente il mandato del neo Presidente Alessandro Berton, socio titolare della ditta Inn.Med. srl, al suo esordio assoluto in una posizione di vertice. Ad affiancarlo sarà il consiglio direttivo composto da Francesca Dal Santo (Cidiesse Engineering srl), Alessia Caltran (Studio associato Caltran), Alberto Freato (Studio di consulenza finanziaria Freato), Alessandro Callegari (Sidertaglio Lamiere srl), Luca Carollo (consulente finanziario Fineco Bank spa), Paolo Cisco (Plast 2000 srl) e Matteo Manzardo (Rotor snc).

L’esordio ufficiale dei Giovani Imprenditori ha assunto un valore particolare per la presenza del Presidente nazionale di Confimi Industria, Paolo Agnelli, insieme al direttore generale Fabio Ramaioli. Incalzato dal moderatore Andrea Brambillasca, Agnelli ha galvanizzato la platea illustrando il valore del fare impresa nel nostro paese e le difficoltà degli imprenditori italiani nel competere a causa dei limiti del sistema paese. In interventi segnati a più riprese da applausi dei presenti, ha evidenziato le battaglie che Confimi sta portando avanti per tutelare la manifattura su argomenti come il costo dell’energia, il cuneo fiscale e la riduzione della burocrazia a carico delle imprese, oltre ad evidenziare l’innovazione che la Confederazione, nata poco più di tre anni fa, ha saputo portare nel panorama della rappresentanza industriale.

I contributi degli altri relatori, il formatore Osvaldo Danzi e l’urbanista Claudio Bertorelli, hanno suggellato un dibattito vivace e ricco di spunti, in cui è emersa in più occasioni l’ingombrante assenza del quarto ospite, ovvero il politico. Il palco prevedeva infatti quattro poltrone, una delle quali destinata metaforicamente al politico e per questo lasciata vuota, a rappresentare quella che oggi è una distanza ancora troppo evidente tra la politica e il mondo dell’imprenditoria che spiega, in parte, perché l’Italia, secondo paese manifatturiero d’Europa, si sia meritato in più occasioni il fondo della classifica della competitività a livello europeo. Ma gli imprenditori sono pronti a rilanciare la battaglia per avere una rappresentanza sempre più degna, anche grazie all’entusiasmo dei giovani.