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Confederazione dell'Industria Manifatturiera Italiana e dell'Impresa Privata

Imprese critiche sulla fatturazione elettronica: «Aperti all’innovazione, ma no alle imposizioni»

In vista dell’approvazione del DDL Bilancio 2018, Apindustria Confimi Vicenza rimarca il suo giudizio negativo sul versante delle semplificazioni proposte dal Governo che continuano a tradursi in nuove complicazioni per gli operatori. Siamo in una fase in cui appaiono quindi inopportune le ulteriori accelerazioni che si vogliono imprimere alla trasmissione dei dati, oltre che inaccettabili le misure che mirano a sottrarre liquidità alle imprese stringendo sul diritto dei contribuenti di recuperare i propri crediti. 

La questione sta particolarmente a cuore al Presidente Flavio Lorenzin, anche in ragione del suo ruolo di Vicepresidente di Confimi Industria con delega nazionale su fisco e semplificazioni: «Tra i diversi ostacoli burocratici a cui siamo sottoposti – tuona – non possiamo accettare che venga imposta la fatturazione elettronica già dal 2019, con pesanti sanzioni in caso di mancato adeguamento. Le semplificazioni, se vengono imposte, significa che non funzionano. Proponiamo invece una tregua di almeno tre anni per rimuovere gli ostacoli attuali ed introdurre misure di sostegno concreto che siamo in grado di favorire un’adesione spontanea, irrinunciabile e massiva».

La posizione di Lorenzin, espressa anche davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato riunite in seduta comune, viene confermata e rafforzata da un recente sondaggio promosso da Confimi con l’Associazione Nazionale Commercialisti testimonia che il 71% degli operatori sarebbe disposto a valutare l’adesione spontanea se venissero introdotte misure concrete di semplificazione come il recupero immediato dell’Iva sugli insoluti attraverso note di variazione, l’aumento ad almeno 50.000 euro della soglia per le compensazioni senza visto di conformità e crediti d’imposta significativi per gli investimenti. «Così com’è la proposta – evidenzia il Presidente – farà salire addirittura a 16 le comunicazioni telematiche in aggiunta a dichiarazioni fiscali, certificazione unica, dichiarazioni d’intento, Intrastat e molto altro, giacché per le operazioni da e per l’estero, che non potranno transitare la fatturazione elettronica, è prevista l’introduzione di uno spesometro mensile transfrontaliero. Inaccettabile è anche la linea dura sulle sanzioni, che colpirà come un evasore non solo chi non rispetterà il nuovo formato ma anche il relativo cliente che non denuncerà l’inottemperanza».

Le imprese, quindi, non chiudono di fronte alle sfide dell’innovazione e della digitalizzazione, come dimostra il pieno sostegno nei confronti del grande progetto Industria 4.0. Ma se gli adeguamenti vengono imposti, e in tempi stretti, finiscono per ostacolare le imprese e il loro processo di crescita in una fase cruciale di ripresa.