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Confederazione dell'Industria Manifatturiera Italiana e dell'Impresa Privata

Flavio Lorenzin: “A chi governerà dico: costruire e non distruggere"

l commento del Presidente di Apindustria Confimi Vicenza sulle elezioni del 4 marzo.

“Un esito annunciato ormai da settimane, ma non per questo meno dirompente”. 
Questo il primo commento del Presidente Lorenzin sulle elezioni politiche di domenica.
Se la vittoria del centrodestra era pressoché scontata in tutto il centro-nord, impressiona il dato complessivo che arriva e supera il 50% in molti collegi. Esuberante è in particolare la performance della Lega rispetto agli alleati di Forza Italia, delineando una gerarchia abbastanza netta nella compagine.
Forse ancora più dirompente è l’affermazione del movimento 5 stelle, che da tempo era dato come primo partito, ma che è andato oltre le aspettative, imponendosi in modo massiccio al centro sud e arrivando comunque sopra al centro sinistra in gran parte degli altri collegi.
Gli elettori italiani hanno premiato le forze euroscettiche e questo è comunque un segnale all’Unione. Per quanto riguarda il centro destra ed in particolare la Lega, forse si è capitalizzata anche l’affermazione ai referendum per l’autonomia e l’accordo siglato pochi giorni fa.
Nondimeno i risultati di partiti che fino a ieri avremmo definito di protesta e “antisistema” e che oggi sono a tutti gli effetti i candidati naturali ad assumere ruoli di governo devono indurci a riflessioni più profonde, soprattutto sulle ragioni di un voto così netto e partecipato (l’affluenza alle urne non è crollata per disaffezione come qualcuno aveva vaticinato).
Da un lato la questione meridionale è evidente: il Sud ha smesso di dar fiducia ai potentati locali di ogni colore per scegliere una forza politica nuova e che promette maggiore attenzione ai senza lavoro, a partire dal reddito di cittadinanza.
Il Nord ha invece rivendicato i temi della pressione fiscale, della sicurezza e della rivendicazione di una minor sudditanza ai diktat dell’UE, con uno spostamento degli equilibri interni alla coalizione agevolato forse anche dalla mancanza di ricambio generazionale nella leadership di Forza Italia, ma comunque netta nei valori assoluti.
Ciò detto, gli scenari futuri appaiono impervi: da un lato la coalizione di centrodestra sembra non avere i numeri per governare da sola, dall’altro i 5 stelle sono nella stessa situazione, seppur forti di un mandato popolare importante.
Per parte mia – rileva Lorenzin – “è naturale l’auspicio che si addivenga in tempi brevi alla definizione di una situazione di stabilità, altrimenti sarà inevitabile tornare al voto, magari con una legge elettorale rivista. Nel caso che un nuovo esecutivo si insediasse, spero che il buon senso prevalga sulle promesse elettorali e che non vengano smantellate alcune misure dei governi precedenti che, oggettivamente, hanno prodotto dei risultati positivi sull’economia. Auspico anche che le soluzioni che verranno messe in campo siano meditate e sostenibili. Non possiamo permetterci errori, soprattutto in questo momento.”
“Soprattutto è giusto fare “presto e bene”, ma non facciamoci prendere da isterismi di massa: la sempre osannata Germania ci ha messo mesi a formare un governo in una situazione elettorale decisamente più netta della nostra; prendiamo spunto dal loro pragmatismo”.