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Confederazione dell'Industria Manifatturiera Italiana e dell'Impresa Privata

CCNL Meccanica: al via le trattative tra Confimi Impresa Meccanica e sindacati

Sono sul tavolo le trattative per il rinnovo del contratto di categoria che vede Confimi Meccanica dialogare con le sigle sindacali FIM-CISL e UILM-UIL con la volontà, da parte di tutti, di proseguire in continuità con il contratto scaduto lo scorso 31 maggio. I sindacati hanno delineato un parco richieste relativamente agli aspetti economici e normativi. Venendo ai primi, la contrattazione si muove su di un incremento dei minimi salariali in relazione al costo della vita per favorire il potere di acquisto dei lavoratori,  un importo annuale flat da erogare in qualità di “Welfare contrattuale”, una maggiore contribuzione aziendale per la previdenza complementare e un segno “più” sulle indennità di reperibilità e trasferta.
Le negoziazioni riguardano inoltre il rilancio dell’industria di settore favorendo la partecipazione attiva dei lavoratori e dei rappresentanti sindacali ai temi dell’organizzazione del lavoro e delle competenze, l’introduzione di 8 ore annue di formazione professionale, forme innovative di inquadramento professionale, una maggiore attenzione alla conciliazione vita – orario di lavoro, fino alla revisione dei requisiti di aderenza al fondo sanitario PMISalute anche per permettere di mantenere l’iscrizione in caso i cessazione del rapporto di lavoro.

Una consultazione che, come nelle precedenti occasioni sarà partecipata come ha ricordato il presidente di Confimi Meccanica Riccardo Chini. “Imprese e sindacati sono chiamati oggi a ricostruire le basi di una nuova competitività delle industrie del settore, messa a dura prova dalla globalizzazione dei mercati” ha sottolineato Chini che ha aggiunto “In attesa che il governo studi delle misure capaci di ridurre la tassazione sul lavoro, a noi corpi intermedi spetta il compito di favorire il ricambio generazionale delle competenze e far ripartire l’occupazione, con un occhio di riguardo all'impiego dei più giovani, la cui disoccupazione continua a destare ancora grandissima preoccupazione, al contrario degli over 50 l'unica fascia che, dagli ultimi dati Istat, vede aumentare gli occupati”.