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Confederazione dell'Industria Manifatturiera Italiana e dell'Impresa Privata

Rifiuti - End of Waste: Confimi Industria: "Serve una normativa chiara e attenta alla circular economy"

Il recupero dei rifiuti e il loro riciclo è ancora una situazione da valutare “caso per caso”. È la situazione di stallo, se non addirittura un passo indietro, decretata dalle norme contenute nel cosiddetto “Sblocca Cantieri”   - comma 3 dell'art. 184 ter del D. Lgs. 152/2006, come modificato dall'art. 1 c. 19, - che vede formalizzati i vincoli e le limitazioni al recupero dei rifiuti anticipati dalla sentenza del Consiglio di Stato n. 1229 del 28 febbraio 2018.

Disposizioni che prevedono la concessione delle autorizzazioni da parte delle autorità competenti sulla base di criteri indicati oltre venti anni fa nel DM 5 febbraio 1998 e che non tengono ovviamente conto dello sviluppo nel campo della circular economy. Forte preoccupazione arriva dalle imprese del sistema Confimi Industria: “le imprese del settore sono vittime di un ragionevole timore ovvero che le amministrazioni periferiche, che hanno già sospeso il rilascio di nuove autorizzazioni che prevedono il recupero dei rifiuti "caso per caso", possano a breve revocare le analoghe autorizzazioni già rilasciate. Questo infatti porterebbe all' implosione del settore del riciclo e della raccolta differenziata, per non parlare della deriva dei costi di smaltimento dei rifiuti, che, già nell’ultimo anno, hanno subito una spaventosa impennata”. 

Confimi Industria chiede pertanto al Governo e al Parlamento di dare ascolto all’appello delle aziende per una normativa chiara che definisca una volta per tutte i criteri che regolano la cessazione dello stato di “rifiuto” di determinati prodotti. Il tempestivo recepimento dell’art. 6 della Direttiva 2018/851/UE facente parte del c.d. “Pacchetto per l’economia circolare” potrebbe porre rimedio a questa grave situazione di impasse per le imprese del settore.