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Confederazione dell'Industria Manifatturiera Italiana e dell'Impresa Privata

L’impegno degli industriali per salvare il Sistema Manifatturiero

Con la firma alle modifiche dello Statuto, si conclude oggi a Roma l'iter costitutivo di Confimi che da oggi cambia denominazione in CONFIMI IMPRESA - Confederazione dell'Industria Manifatturiera Italiana e dell'Impresa Privata - associazione di categoria che rappresenta molte delle più dinamiche PMI del settore manifatturiero del nostro Paese: circa 20 mila imprese per 330 mila dipendenti con un fatturato aggregato dell'ordine di 70 miliardi di euro.

A porre la firma i soci fondatori di Confimi, i leader del gruppo di imprese "Santa Chiara" – capeggiato dalle territoriali ex Confapi, Api Torino e Associazione Piccole e Medie Imprese dell'Umbria – ed i rappresentanti di Aniem - Associazione Nazionale Imprese Edili Manifatturiere. La Confederazione è ora presente in 7 Regioni (Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto, Emilia Romagna, Umbria e Lazio) con 15 Uffici territoriali in cui operano circa 250 persone che operano al servizio delle imprese associate. Fanno parte di Confimi Impresa: Apindustria Bergamo, Apmi Modena, Apindustria Verona, Apindustria Vicenza, Aniem – Associazione Nazionale Imprese edili manifatturiere, Api Torino, Associazione Piccole e Medie Imprese dell'Umbria, PMI Liguria, UNPAC (Unione nazionale produttori ausiliari conciari).

"Confimi Impresa è la volontà di rappresentare in Italia il mondo delle PMI manifatturiere e delle attività ad esse collegate - spiega il Presidente Paolo Agnelli -. Troppo spesso nel panorama associativo del nostro Paese si mescolano formule eterogenee nelle quali convergono aggregazioni di vario genere: PMI industriali e artigiane, società commerciali, liberi professionisti, assicurazioni, servizi alle persone, banche. Confimi Impresa ha l'obiettivo di specializzarsi soprattutto nella salvaguardia del comparto che ha caratterizzato la fortuna del nostro Paese: la manifattura. E aggiunge: "Oggi è indispensabile svincolarsi dai metodi di gestione che certe organizzazioni datoriali nazionali adottano o hanno adottato come fondamento della loro politica industriale. Metodi che rappresentano l'antitesi degli interessi delle imprese e che, senza un cambiamento radicale, non saranno in grado di fronteggiare le profonde trasformazioni in atto".

Per l'occasione è stato organizzato l'incontro "L'impegno degli industriali per salvare il Sistema Manifatturiero Italiano" (Roma, Hotel Nazionale, Piazza Montecitorio 131 - ore 12:00), un momento di riflessione sul destino di quello che è considerato il nerbo dell'economia italiana, moderato da Giuliano Giubilei, Vice Direttore TG3.

All'appuntamento partecipano il Presidente Paolo Agnelli e il Vice Presidente Gabriele Chiocci di Confimi Impresa, il Presidente Aniem Dino Piacentini, il Presidente API Torino Fabrizio Cellino, l'imprenditore Santo Versace ed esponenti del mondo politico e istituzionale: Michel Martone, Vice Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Gianfranco Polillo, Sottosegretario al Ministero dell'Economia e delle Finanze, Mauro Agostini, Senatore Pd, Commissione Bilancio, Anna Rita Fioroni, Senatrice Pd, Commissione Industria, Commercio e Turismo, Guido Crosetto, Deputato Pdl, Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione.

In un momento storico in cui il sistema economico Italiano è investito da difficoltà e recessione, e gli industriali manifatturieri sono alle prese con un'ultima strenua difesa delle aziende e del lavoro, la costituzione di Confimi Impresa si segnala soprattutto per l'attività degli imprenditori che vogliono una rappresentanza diretta dei loro interessi, presentando specifiche proposte: come incidere sul cuneo fiscale per abbattere il costo del lavoro più alto d'Europa, la "rivisitazione" in busta paga del contributo per l'ente bilaterale; come liberare le aziende dalle incombenze non di loro competenza fino all'individuazione del contratto unico per le PMI manifatturiere.