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Confederazione dell'Industria Manifatturiera Italiana e dell'Impresa Privata

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Le sedi territoriali di Confimi Industria

Confimi su Tribunale Unico Brevetti. Agnelli scrive a Calenda: “All’Italia la terza sede del Tribunale unico dei Brevetti, è ora di essere protagonisti”.

Confimi Industria torna a​d occuparsi ​di Tribunale unico dei Brevetti e lo fa con una lettera firmata dal presidente Paolo Agnelli indirizzata​ al Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda.
“L’Italia è il quarto Paese europeo con il maggior numero di brevetti subito dopo l’Inghilterra, con la Brexit quindi spetta al nostro paese la terza sede del tribunale unico”.  Così il Presidente di Confimi Industria tira le somme di una questione concreta che si è posta all’Unione europea in tutta la sua evidenza come conseguenza della vittoria dei “leave” alla consultazione popolare che lo scorso giugno ha coinvolto i cittadini del Regno Unito.

Dopo l’esito del referendum che ha sancito l’uscita della Gran Bretagna  dall’Ue, infatti, Londra dovrebbe a rigor di logica, non essere più una delle tre sedi del Tribunale Unico (le altre due sono Parigi e Monaco), rimarrebbe quindi una sede vacante, quella che oggi Confimi chiede venga assegnata all’Italia. La questione, però, non è ancora definitiva e sarà oggetto dei negoziati del Trattato tra Ue e UK.

La Brexit, dunque, da minaccia, potrebbe diventare un’opportunità per il nostro Paese. Confimi Industria che in tempi non sospetti aveva già denunciato come l’Italia, nonostante la grandezza della sua industria manifatturiera riconosciuta anche a livello europeo, rischiasse di essere marginalizzata e penalizzata, anche economicamente, dagli accordi internazionali sui brevetti e sui tribunali esteri che li gestiranno torna a far sentire le sue ragioni. “Con la mancata assegnazione all’Italia di una sede della Corte centrale – scrive Agnelli al Ministro - le imprese italiane che operano nei più svariati settori di attività produttive e commerciali sarebbero sottoposte al giudizio di Corti straniere e alla possibilità di subire procedimenti all’estero, in lingua non italiana, oltretutto con costi moltiplicati sino a cinquanta volte”.

Il settore calzaturiero e conciario, di trattamento delle acque, di sistemi di fertilizzazione, dei birrifici, dei dispositivi agricoli e per la raccolta delle derrate, dei processi per il trattamento alimentare, dei macchinari per la lavorazione del vetro, dei sistemi per la cottura dei cibi e per la refrigerazione sono solo alcuni esempi di una piccola e media industria italiana in allarme per un sistema di protezione gravemente sbilanciato a favore dei grandi gruppi esteri e dei Paesi che gestiranno direttamente il nuovo sistema brevettuale.

“L’Italia s’impegni” chiede il Presidente di Confimi Industria nella lettera al Ministro Calenda “ad ospitare la terza sede del tribunale unificato prima che lo facciano altri paesi, rischiando di uscire ulteriormente umiliata ed emarginata nel contesto internazionale in un settore importante e strategico come quello della proprietà intellettuale”.