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Confederazione dell'Industria Manifatturiera Italiana e dell'Impresa Privata

DL Semplificazioni su idrocarburi. Agnelli al premier Conte: "A rischio un intero distretto energia"

 "L'emendamento al DL Semplificazioni di sospensione dei permessi di prospezione, ricerca o coltivazione di idrocarburi mette a rischio un intero distretto italiano dell'energia, per non parlare del fatto che tale moratoria impedirà il rilascio di circa 36 titoli pendenti". Esordisce così Paolo Agnelli presidente di Confimi Industria nella sua lettera indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte e ai Vice Premier Matteo Salvini e Luigi Di Maio.
"La mia preoccupazione - ha spiegato Agnelli nella sua lettera - è per tutte le aziende che operano nel settore e in particolare modo per le imprese insediate nella provincia di Ravenna (13% delle aziende opera nel comparto con circa il 29% dell'occupazione totale), e l'Emilia Romagna tutta, ovvero il principale distretto italiano dell’energia, espressione di un’industria tra le più avanzate in tutto il mondo che produce ricchezza per il territorio, occupazione e innovazione tecnologica nel pieno rispetto della sostenibilità ambientale". 


"Se non verrà estratto gas dall’Adriatico - ha sottolineato il presidente di Confimi Industria -  il nostro Paese dovrà importarlo da Croazia, Albania, Montenegro che potranno così sfruttare i nostri stessi giacimenti". 
Secondo le stime della Confederazione infatti ciò porterebbe a una dispersione del 25% per la fase di pressurizzazione nell’immissione dei gasdotti, maggiori costi per il sistema produttivo e per le famiglie e minori entrate tributarie e fiscali per lo Stato, oltre all’inevitabile quanto drammatica perdita di migliaia di posti di lavoro. 
Di concerto con le stime dell'Ufficio Minerario Agnelli presenta a Conte un po' di numeri: "Su 71 miliardi di metri cubi di gas consumati in Italia, la produzione interna è attualmente ridotta a 5,7 miliardi, quando nel 2008 era di 10 miliardi: le riserve certe di gas in Italia ammontano a 130 miliardi di metri cubi con un potenziale aggiuntivo pari al doppio per un valore compreso tra i 75 e 100 miliardi di euro". "Su queste somme - ha ribadito il presidente di Confimi che fa della riduzione del costo dell'energia un suo cavallo di battaglia  - Stato e Regioni potrebbero incassare almeno il 7% di royalties e il 40% di tasse, con benefici per le famiglie che risparmierebbero sulla bolletta del gas".