I cookie ci aiutano ad erogare servizi di qualità. Utilizzando i nostri servizi, l'utente accetta le nostre modalità d'uso dei cookie.

Confederazione dell'Industria Manifatturiera Italiana e dell'Impresa Privata

SFUSO VS CONFEZIONATO: IN CHE DIREZIONE VA L’ORTOFRUTTA NELLA GDO?

L’Italia che consuma ortofrutta è divisa in due: da un lato gli alto-acquirenti trainano il mercato dello sfuso (70,8% degli acquisti), dall’altro i 12 milioni di famiglie basso-acquirenti orientano principalmente le loro decisioni di acquisto verso i prodotti confezionati. È questo il primo dato che emerge dalla ricerca Nielsen realizzata in collaborazione con Novamont, azienda leader nel settore delle bioplastiche e presentata a Marca 2019 nel corso del convegno ‘Vitamine nel carrello: trend dell’ortofrutta nel 2018 e nuove prospettive’, moderato dalla giornalista di Food Francesca Zecca. Nel 2018 il comparto alimentare ha registrato una variazione pari a +0,4%(segnando un rallentamento nella crescita, rispetto al +3% del 2017). Nonostante si noti una flessione pari a -0,7%, il settore dell’ortofrutta continua a sviluppare un giro di affari di oltre 10 miliardi, incidendo per il 10,5% sul fatturato dei punti vendita. Il segno meno del comparto è da imputare alla performance negativa dei prodotti a peso variabile (-5,5%) solo parzialmente mitigata da quella positiva del peso imposto (+4,6%). A trainare il comparto degli sfusi è principalmente il blocco degli alto-acquirenti: 2,4 milioni di famiglie medio-grandi, residenti in area 1, 2 e 3, con un responsabile d’acquisto in età avanzata (oltre i 55 anni) e moderata disponibilità di reddito. A questi nuclei familiari si deve quasi il 35% del volume totale degli acquisti di ortofrutta e un’evidente propensione alla scelta di prodotti di peso variabile (70,8%). Identikit decisamente diverso quello dei 12,1 milioni di famiglie di basso-acquirenti che, rispetto al 2017, hanno orientato le scelte di consumo maggiormente verso i prodotti a peso imposto: l’analisi Nielsen li individua in area 4, con una forte presenza di nuclei monocomponente (o con figli in età prescolare) e un responsabile d’acquisto principalmente nella fascia 35-44 anni. L’analisi ha evidenziato come la preferibilità e l’abitudinarietà all’acquisto del prodotto a peso variabile o a peso imposto siano tendenzialmente determinate dal riconoscimento di specifiche proprietà distintive come, per esempio, la freschezza del prodotto sfuso o l’igienicità e la comodità di quello confezionato. Partendo dal presupposto che la qualità percepita si attesta sul medesimo livello, la ricerca ha evidenziato che chi sceglie il peso variabile, lo fa per risparmiare e per contenere l’impatto ambientale, godendo di un maggior senso di libertà nel momento della scelta. Chi opta per il peso imposto, per contro, cerca praticitàcomodità e rapidità nel momento dell’acquisto. Più del 64% del campione, inoltre, ha dichiarato di ritenere importante la crescente offerta di servizio nel comparto ortofrutticolo confezionato mentre più della metà degli intervistati sostiene di trovare sempre di più porzioni e formati che sanno rispondere a diverse esigenze. Infine, la ricerca ha focalizzato l’analisi anche sugli effetti dell’obbligo di utilizzo dei sacchetti biodegradabili a pagamento per il prodotto sfuso. A un anno dall’entrata in vigore della legge, si può affermare che l’obbligatorietà non incide sul comportamento dei consumatori: il 97% degli intervistati è a conoscenza della normativa e la considera trasversale, senza alcun particolare riflesso sull’immagine dell’insegna. Sebbene nessuno dei due macro-gruppi dichiari di aver mutato le abitudini d’acquisto nell’ultimo anno, sono gli alto-acquirenti ad apprezzare maggiormente l’introduzione del sacchetto in bioplastica, ritenendoli un incentivo a comportamenti più virtuosi dal punto di vista ambientale (una famiglia su 5) e della lotta allo spreco (una famiglia su 4) mentre i basso-acquirenti imputano all’obbligatorietà un presunto (ma non reale) aumento dei prezzi del prodotto sfuso. La ricerca si conclude con una panoramica degli spunti emersi dalle interviste: si delinea la figura di un consumatore sempre più consapevole, che chiede alle aziende maggiore attenzione alle tematiche ambientali. Sul fronte del prodotto sfuso, in particolare, si rafforza la domanda di un miglioramento sul fronte del servizio, avente l’obiettivo di conciliare la tutela ambientale con il fronte economico e la praticità di fruizione. La bio shopper può essere una grande alleata in questa sfida a patto che si lavori, in primis, sull’irrobustimento dei materiali (richiesto dal 69% del campione) e sulla diversificazione dei formati, per rispondere alle diverse pezzature e conformazioni dei prodotti e permetterne il riciclo come sacchetti dei rifiuti organici.
  • SUMMER FANCY FOOD SHOW, 9 TENDENZE DA NON PERDERE

    Il Summer Fancy Food Show di Specialty Food, edizione 2019, ha acceso i riflettori su di una nuova serie di novità nel mondo del Food & Beverage. L’edizione di quest’anno ha visto la partecipazione di oltre 2.500 espositori: il luogo ideale per vedere e gustare il futuro del cibo. Secondo Symrise, questi sono i 9 nuovi trend in arrivo dall’altra sponda dell’Atlantico:

    Leggi tutto

  • CONFIMI INDUSTRIA BARI PUNTA SUL CILE, PIATTAFORMA STRATEGICA PER LE IMPRESE PUGLIESI

    Confimi Industria Bari punta sul Cile e lo fa attraverso una proficua collaborazione con l’Ambasciata cilena in Italia e l’agenzia di sviluppo ProChile. “Porteremo le nostre aziende nel più tecnologico paese sudamericano e apriremo anche al turismo e all’agroalimentare”. Così Sergio Ventricelli, presidente di Confimi Industria Bari, Bat, Foggia promotore dell’incontro odierno nella Camera di Commercio di Bari in collaborazione con le due istituzioni cilene, Dialogòi, Distretto Produttivo dell’Industria Culturale e PugliaPromozione (GUARDA IL VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=G-PhuNoEep4&t=13s)

    Leggi tutto

  • FORMAGGI ITALIANI, 2019 BRILLANTE PER L’EXPORT

    Il 2019 si sta concretizzando come un anno brillante per l’export di formaggi italiani, con un vero e proprio boom in Giappone, Stati Uniti e Indonesia. Nel primo trimestre, in base ai dati di Assolatte l’export caseario nazionale è cresciuto del +12,2% in valore e del +8,3% in volume proseguendo

    Leggi tutto

  • E-COMMERCE, IL FOOD CRESCERA’ NEI PROSSIMI 5 ANNI

    Un recente studio di Field Agent illustra la crescente disponibilità dei consumatori americani a spostare almeno una parte della loro spesa di generi alimentari in direzione dell’e-commerce. Man mano che un numero sempre maggiore di negozi di alimentari lancia o espande i servizi di e-commerce, sta diventando infatti più facile per i consumatori provare gli acquisti online.

    In base al sondaggio, la spesa all’interno degli store fisici resta il metodo principale per il 97% degli acquirenti.

    Leggi tutto

  • ACCORDO CONFIMI INDUSTRIA – EULER HERMES

    Confimi Industria  ha voluto confermare la propria partnership con Euler Hermes, sottoscrivendo una nuova convenzione più vantaggiosa in sostituzione di quella in vigore dal 2016. Euler Hermes è il leader dell’assicurazione del credito in Italia ed opera anche nel settore delle Cauzioni, e nel Recupero Crediti.

    Leggi tutto

  • CARNE COLTIVATA: VANTAGGI ETICI E PROGRESSI TECNOLOGICI

    La carne coltivata realizzata facendo crescere cellule staminali del muscolo di manzo, maiale, pollo o pesce fino a ottenere fibre indistinguibili da quelle della carne tradizionale, è una realtà che attende solo le autorizzazioni per entrare sul mercato.

    Leggi tutto