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Confederazione dell'Industria Manifatturiera Italiana e dell'Impresa Privata

VINO ITALIANO, IL FATTURATO 2018 SALE A + 7,5%

Il fatturato aggregato delle 168 società italiane produttrici di vino è cresciuto nel 2017 del 6,3%, media dello sviluppo del fatturato estero (+7,7%) e di quello nazionale (+4,9%). Si tratta del terzo anno di forte ripresa dopo il ristagno del 2014 (+0,5%). I pre-consuntivi del 2018 segnalano un’accelerazione della crescita con un +7,5% le vendite totali, +9,9% in Italia, +5,3% oltre confine. E’ quanto è emerso, durante il Vinitaly, dall’indagine annuale sul settore vinicolo dell’Area Studi Mediobanca, che analizza i volumi aggregati del periodo 2013-2017 delle 168 principali società italiane operanti nel settore. Buona performance sia per il settore degli spumanti, che avanza del 7,1% con incrementi del 7% sul mercato domestico e del 7,2% sull’estero, sia degli altri vini che si incrementano del 7,6%, del 10,8% in Italia e del 5,0% fuori dai confini nazionali. Rispetto al 2013 l’incremento del fatturato è ancora più evidente (+27,1% in cinque anni), così come l’aumento dell’export (+31,9%) e del fatturato domestico (+22,4%). Tra i comparti, il maggiore sviluppo nel fatturato lo registrano le cooperative (+9,2% sul 2017), trainate dal mercato interno (+13,6%). Le SpA e le SrL sono in crescita del 6,7% (+7,0% all’estero), mentre gli spumanti e il ‘vino non spumante’ crescono rispettivamente del 7,1% e del 7,6%: i primi grazie all’export (+7,2%) e i secondi spinti dalle vendite domestiche (+10,8%). Bene anche l’occupazione, cresciuta del 3,7% sul 2017, con le SpA e le SrL (+6,1%) e gli spumanti (+5,8%) davanti ai non spumanti (+3,4%). Meno netto l’incremento della forza lavoro per le cooperative (+1,6%). Sul fronte investimenti, il 2018 conferma la vivacità degli operatori, che registrano un +25,9% rispetto all’anno precedente. A distinguersi, in particolare, sono i vini non spumanti (+30,4%), seguiti dagli spumanti (+10,8%).I tre maggiori produttori per fatturato nel 2018 sono stati il gruppo Cantine Riunite-Giv (615 milioni di euro, +3,1% sul 2017), Caviro (330 milioni, +8,6%) e Antinori (230 milioni, +4,5% sul 2017). Seguono Fratelli Martini, che nel 2018 ha realizzato una crescita del 14,7% portandosi a 220 milioni di euro, e Zonin a 202 milioni di euro (+2,9%). Anche il 2018 incorona Cantine Riunite-GIV, che si riconferma prima per fatturato (615 mln, +3,1% sul 2017), seguita da Caviro (330 mln, +8,6%) e dal primo gruppo non cooperativo, Antinori (230 mln, +4,5%). Ai piedi del podio Fratelli Martini (220 mln, +14,7%,) passato dalla quinta alla quarta posizione e Zonin (202 mln, +2,9%,). Botter (195 mln, +8,3%) è sesta, seguita da Cavit (+4,4%, 190 mln), stabile al settimo posto Mezzacorona (188 mln, +1,9%). Chiudono la Top10 Enoitalia (182 mln, +7,6%) e Santa Margherita (177 mln +4,6%). Dieci le società che hanno realizzato nel 2018 un aumento dei ricavi a due cifre: Cantine Ermes (+34,2%), Vivo Cantine (+19,8%), Soave (+19,2%), Cevico (+16,3%), Vignaioli Veneto Friulani (+15,9%), Fratelli Martini (+14,7%), Ponte di Piave (+14,5%), Frescobaldi (+13,3%), Contri (+10,1%) e Mionetto (+10,0%).
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    La lotta allo spreco alimentare e alle emissioni di biossido di carbonio passa anche dalle date di scadenza, soprattutto quella di prodotti deperibili come il latte fresco e i latticini. Per questo, Granarolo ha dato vita a un piano anti-spreco per allungare la shelf-life dei suoi prodotti, puntando a una riduzione del 10% dei resi. Ma c’è un problema: la scadenza del latte fresco è rigidamente stabilita per legge. 

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    Confimi Industria Bari, Bat, Foggia ha organizzato l’evento “la Puglia incontra il Cile: sviluppo e cooperazione” che si svolgerà il prossimo giovedì 11 luglio dalle 15 nella Camera di Commercio di Bari in occasione della prima visita ufficiale in Puglia di Sergio Romero Pizarro, Ambasciatore della Repubblica del Cile in Italia dallo scorso marzo.

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  • COCA-COLA & PEPSI SI CONVERTONO ALL'ACQUA

    I due giganti delle cola, la PepsiCo e la Coca-Cola, sembrano rassegnate alla perdita di acquirenti delle bevande grazie alle quali sono diventate marchi globali e decisi a puntare su altro. Soprattutto sull’acqua, ovvero sulla controparte delle sempre più diffuse borracce e, al tempo stesso, sulla risposta ai divieti di utilizzo della plastica monouso. Ne dà notizia il Wall Street Journal, che racconta gli ultimi progetti delle due aziende.

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  • CARNE AVICOLA, UNA FILIERA DA OTTO MILIARDI

    Il valore condiviso della filiera avicola italiana sfiora gli 8 miliardi di euro. Nel 2018, la filiera di pollo e carni bianche ha infatti generato ricadute economiche e occupazionali per 7,9 miliardi, pari a quasi mezzo punto del Pil 2018 (0,45%) e superiori alla crescita attesa per l’intera economia italiana per il 2019 (+0,3%). A rivelarlo lo studio Althesys ‘La filiera avicola crea valore per l’Italia’ presentato a Roma durante l’assemblea di

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    In occasione dell’assemblea generale annuale ItalmopaAssociazione industriali mugnai d’Italia ha illustrato i dati relativi all’andamento del comparto delle farine nel 2018. Il volume dei prodotti dell’industria molitoria (farine, semole e sottoprodotti della macinazione) ha superato, gli 11 milioni di tonnellate. Un quantitativo sostanzialmente 

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