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Bilancio 2021 | Confimi Industria in audizione: “Serve un piano industriale con ampia visione”

 “L’anno che si sta per concludere è stato caratterizzato da misure di sostegno a fatturati persi a causa del Covid, ma ora serve una direttrice chiara con un piano industriale strutturale: senza industria la nostra economia si spegne.  Nel DL Bilancio ci sono misure utili che tamponano l’immediato, ma serve una visione di lungo raggio” così Confimi Industria rappresentata dal Direttore Generale Fabio Ramaioli, ha esordito davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato in seduta comune in audizione sulla Legge di Bilancio. 

Una visione di futuro industriale che per Confimi Industria passa necessariamente per la capacità di competere sul mercato estero delle PMI italiane oggi impossibilitate su tre fattori: energia, costo del lavoro, tassazione.  Un'impasse che la Confimi propone di superare con la proposta 10.10.10: ridurre del 10% le accise che gravano sul costo dell’energia; tagliare del 10% il costo del lavoro e quindi del cuneo fiscale sull’impresa; intervenire con un meno 10% sulla tassazione delle imprese. 

Questo perché il costo del lavoro sulle imprese è l’11% in più della media europea;  perché  in Italia abbiamo un costo energetico che, quadruplicato da tasse e accise, arriva a essere l’87% in più rispetto alle PMI in Europa (per quelle realtà industriali che sono nella fascia 2.000-20.000 MW - fonte Eurostat); un carico fiscale che incide oggi sulle imprese per circa il 67% degli oneri totali- Fattori che indicono pesantemente sulla produzione non permettendo ai prodotti italiani di essere maggiormente competitivi. Le commesse all’estero si perdono per pochi centesimi di euro.

Nella sua analisi al DL Bilancio, la Confederazione del Manifatturiero italiano ha apprezzato le proroghe alle misure agevolative emergenziali per la liquidità delle imprese auspicando una visione temporale più ampia rispetto ai 3-6 mesi paventati perché altrimenti diventa difficile pianificare il futuro. Bene le linee impostate sull’internazionalizzazione che andranno però implementate.

Giudicato positivamente il rafforzamento del credito R&S (20% invece del 12% con tetto a 4 milioni anziché 3), innovazione tecnologica e design (10% invece di 6% con massima a 2 milioni invece di 1,5).

E mentre si ritiene che gli incentivi fiscali alle operazioni di aggregazione aziendale andrebbero fortemente semplificati e potenziati, è evidente quanto siano necessarie soluzioni innovative in grado di venire incontro alle esigenze delle imprese sul credito.  Confimi ha poi segnalato la preoccupazione di come il sistema creditizio analizzerà i bilanci a partire dal 2021 visti i parametri del nuovo Basilea.

Da qui la proposta del Baratto Finanziario 4.0 presentata dalla stessa Confimi Industria sul tema delle compensazioni multilaterali di debiti e crediti commerciali da effettuarsi su base volontaria e attraverso il sistema nazionale di fatturazione elettronica.

In fase di audizione Confimi Industria ha chiesto una proroga della Legge sulla Crisi d’impresa (ferma a settembre 2021, ma auspicabile una sospensione di più ampio respiro) e l’azzeramento dei canoni leasing dai bilanci 2020 e 2021.

Sul tema “ristori”, Confimi Industria ha espresso la necessità che siano previste forme di ristoro - da riscontrare attraverso la verifica del calo di fatturato su base annua e la riduzione di volumi - nella modalità del credito d’imposta laddove non siano possibili nella forma immediata del fondo perduto per tutte le imprese che, pur non essendo interessate dal nuovo look down, hanno già subito e subiranno nei prossimi mesi danni indiretti per l’effetto dall’emergenza pandemica. Da qui anche riflessioni sul ristoro per costo tamponi e DPI protezione personale.

Passando al giudizio sulle misure del lavoro, la manovra presenta misure che sembrano valide se utilizzate a sé stanti ma che mancano di una chiara strategia comune con il rischio di far passare “il sostegno al reddito” come sostegno passivo al cospetto degli sforzi del sistema economico che crea lavoro e opportunità in questa delicatissima fase emergenziale.

Circa il cuneo fiscale Confimi Industria giudica in modo positivo la riduzione della pressione fiscale sui redditi dei lavorati dipendenti ma segnala l’improcrastinabile necessità di intervenire sul taglio del cuneo per le imprese. 

 

Impresa invece la decisione di prolungare il blocco dei licenziamenti al 31 marzo 2021 senza un distinguo tra imprese che si vedono precludere il diritto di riorganizzarsi pur non trovandosi in condizioni di crisi causa Covid 19 e imprese che purtroppo ne hanno pagato il prezzo utilizzando la CIG per il Covid e che magari si troveranno a dover fare i conti loro malgrado con impatti disastrosi dopo tale data.

Sul tema degli ammortizzatori sociali Confimi Industria ha più volte evidenziato l’esigenza di una riforma complessiva degli strumenti per arrivare ad avere un unico ammortizzatore per i soggetti aventi diritto e armonizzare le forme di contribuzione.

Bene lo sgravio contributivo fino a 6.000 euro under 35, per l’assunzione di donne e under 36 nel Mezzogiorno nel prossimo biennio, anche se l’incentivo subentra se le assunzioni comporteranno un incremento occupazionale netto e si teme, di conseguenza, che l’incentivo possa non trovare grande applicazione. Positiva la valutazione sul Decreto Dignità, si è però persa l’occasione di renderlo uno strumento stabile e non di durata temporale.

Confimi ha poi richiesto di adeguare la normativa TARI al fine di garantire la giusta detassazione alle utenze non domestiche (attività industriali, commerciali, artigianali) che avviano a recupero i rifiuti attraverso operatori privati: provvedimento che di fatto mira a salvaguardare gli operatori privati della filiera del recupero per evitare discrasie di mercato all’interno dei comuni.

Per quanto concerne le politiche per il Mezzogiorno, e il necessario piano di sviluppo, bisognerebbe istituire una zona economica speciale per l'intero meridione, un’area vasta dove con tasse forfettarie - quindi fisse - per cinque anni e a zero per le start up, si favoriscano le imprese per lo sviluppo strategico del territorio finanziando pochi e ambiziosi progetti del tessuto industriale esistente premiando due elementi: chi si mette insieme e i processi innovativi.

Altri temi toccati:

- giudizio negativo sul tentativo di eliminare dal 2022 l’esterometro trimestrale in cambio di una gestione giornaliera e al più tardi mensile con la fatturazione elettronica delle operazioni da e per l’estero. Si tratterà di 12 scadenze invece delle 4 trimestrali, passo indietro che penalizza l’operatività delle imprese;

- facendo riferimento alla sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato incostituzionale l'indeducibilità dell'IMU sugli immobili strumentali, Confimi ha chiesto al legislatore la possibilità di chiedere a rimborso la maggiore IRES pagata non solo nel 2012 (i cui termini a normativa vigente sarebbero decaduti) ma anche per gli anni successivi, dal 2013 al 2021, per i quali è stata prevista una deducibilità solo parziale. IMU diventa infatti completamente deducibile solo dal 2022;

 

chiesta proroga almeno biennale in materia di riqualificazione energetica, impianti di microgenerazione, recupero patrimonio edilizio, acquisto mobili e grandi elettrodomestici, bonus facciate, bonus verde;

richiesta plafond unico da destinare al rimborso rate leasing dei bus turistici del periodo 2018-2020 e inserimento anche degli autofinanziamenti con adeguamento fondi e ampliamento arco temporale (2016-2020);

-richiesta incentivi e proposte per promuovere la transizione energetica dei veicoli adibiti al soccorso stradale, per servizio mobile di ricarica veicoli elettrici, per incentivare la contabilizzazione dei consumi idrici;

- richiesta di prevedere un contributo a fondo perduto (rimaste fuori da Ristori) per le attività affini alla realizzazione di eventi, congressi, fiere, arredamento tessile per strutture recettive, corsi di formazione e aggiornamento professionale;

- la plastic tax è stata prorogata ma non abrogata ma soprattutto non può essere considerata una tassa per l’ambiente perché i relativi introiti non saranno destinati a nuovi interventi per il miglioramento ambientale ma solo per il risanamento dei conti pubblici; si richiede un quadro normativo preciso e mirato alle imprese con tempistiche e agevolazioni certe senza i numerosi rinvii a decreti successivi;

- richiesta di introdurre tra i beneficiari dei finanziamenti previsti per altre associazioni, anche quello delle Associazioni di categoria sindacali visto l’apporto che simili organizzazioni hanno prestato in un simile momento storico-economico alle imprese associate e le ripercussioni subite;

- proposte su capitalizzazione e sospensione costi di struttura Covid-19, perdite d’esercizio; gestione IVA sugli insoluti;

 

- chiesti riferimenti al rifinanziamento e proroga pacchetto Simest da prolungare a tutto il 2021.

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