Turismo, Aloisi (Confimi Industria): "Bonus IMU solo per le strutture che hanno perso almeno il 50% del fatturato. E tutti gli altri?"

“Buona l’idea, peccato per l’esecuzione”. È il commento di Manuela Aloisi imprenditrice e delegata di Confimi Industria al Turismo all’introduzione del credito d’imposta IMU per le strutture ricettive così come regolato dal Decreto n°21 del 21 marzo 2022 recante “Misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina”.

Entrando nello specifico del benefit previsto per le strutture turistico-ricettive Alosi fa presente che “constatare un calo dei ricavi rispetto al 2019 è un ottimo motivo per godere di un'esenzione ma che ne benefici solo chi ha perduto almeno il 50% è riduttivo per chi oggi lavora nel mondo dell’hotellerie”. “Piuttosto – propone la delegata di Confimi - sarebbe stato opportuno immaginare un sistema crescente di esenzioni correlato alla diminuzione del fatturato”.  

Ma le restrizioni non finiscono qui perché il credito d'imposta è riconosciuto, se e solo se, negli immobili di categoria D2 vi sia anche la gestione di attività turistica.   
“Per tutti gli altri immobili – sottolinea Aloisi riferendosi a quelli non di proprietà - è previsto dal Decreto Sostegni Ter invece il Credito d'imposta sugli affitti”.  

“In questo caso, il raffronto sul fatturato non sarà su base annua ma avverrà per ogni singolo mese del primo trimestre del 2022 rispetto allo stesso periodo del 2019. Potrà quindi capitare che nel caso di una mensilità il credito possa spettare all’imprenditore e in altre no”. Fin qui tutto chiaro fatto salvo che “potrebbe capitare quindi che la sommatoria del complessivo fatturato del 2022 riporti il 50% in meno di fatturato rispetto al 2019 e tuttavia non si avrebbe diritto alla misura”.  

“Riconosciamo la buona intenzione e l’attenzione posta al comparto, ma ci apprestiamo a vivere un nuovo anno a singhiozzo con i timori della Guerra e l’assenza di una fetta importante del turismo internazionale come quello russo rappresenta” ricorda in chiusura la delega Confimi Industria al Turismo “ il settore ricettivo rischia di essere così spazzato via in favore dei grandi gruppi alberghieri che nulla hanno a che vedere con l’ospitalità made in Italy”

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