Confimi Industria su credito d’imposta e bonus: “Dalle banche ai cantieri, effetto domino pericoloso”

Ampliare la platea dei soggetti affidabili cui gli istituti di credito possano cedere i crediti generati da bonus e superbonus, rivedere la quarta cessione in maniera più flessibile e utilizzabile, e prevedere che i crediti eventualmente ancora non ceduti a fine 2022 possano essere utilizzati nel 2023 per acquistare BTP in sede di collocamento, sottoscrivendo nuove emissioni dei titoli di Stato con scadenza non inferiore ai dieci anni: sono queste le proposte avanzate da Confimi Industria chiamata ad esprimersi alla Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla disciplina fiscale della cessione del credito d'imposta e dello sconto in fattura relativamente al DL34/2020.

“Siamo consapevoli – ha ricordato Sergio Ventricelli, vicepresidente di Confimi Industria e presidente di Confimi Industria Edilizia – che sia necessario preservare il meccanismo normativo della monetizzazione dei bonus edilizi alla luce delle importanti ricadute sui conti pubblici e che, al tempo stesso, non bisogna venir meno alle più che condivise esigenze di contrasto all’utilizzo indebito delle agevolazioni, bisogna però evitare – sottolinea Ventricelli - che l’intero comparto dell’edilizia subisca conseguenze irreparabili, magari organizzando una calendarizzazione sostenibile affinché il comparto blocchi per tempo eventuali nuove iniziative”.  

Confimi Industria ha più volte ribadito la necessità di assicurare la praticabilità dei bonus fiscali edilizi secondo le modalità prefissate: al 31 dicembre 2022 per gli edifici e le villette familiari e fino al 31 dicembre 2023 per gli edifici condominiali e uniproprietari.  

“Riteniamo prioritario uscire dallo stallo dovuto all’incertezza normativa che ha innescato un effetto domino partito dalle banche che si è poi riversato sulla filiera delle costruzioni” ha precisato il vicepresidente di Confimi Industria “si è di fatto messo a rischio cantieri già avviati e interventi pianificati da tempo a causa della drammatica carenza di liquidità”.

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