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Credito, Confimi Industria: le nuove commissioni sulle banche non ricadano sulle imprese

“Le nuove commissioni sulle banche per l’utilizzo del Fondo Centrale di Garanzia per le PMI non ricadano sulle imprese”.
È l’allarme lanciato in una nota da Renato Della Bella, vicepresidente di Confimi Industria con delega al Credito.

La misura si inserisce nel percorso di progressivo superamento delle disposizioni emergenziali adottate negli anni della pandemia e mira a rendere più sostenibile nel tempo lo strumento pubblico, riducendo il ricorso eccessivo alla garanzia statale da parte del sistema bancario. Secondo le anticipazioni finora disponibili, il provvedimento prevederebbe l’applicazione di un premio compreso tra lo 0,5% e l’1,5% sulla quota di prestiti garantiti che eccede determinate soglie di utilizzo del Fondo rispetto al totale degli impieghi bancari, con una franchigia iniziale pari a 200 milioni di euro. L’obiettivo dichiarato è incentivare una gestione più equilibrata del rischio e un utilizzo maggiormente selettivo della garanzia pubblica.

“Pur trattandosi di commissioni formalmente rivolte agli intermediari finanziari – continua Della Bella – temiamo che possano produrre effetti indiretti sulle imprese, in particolare sulle PMI manifatturiere. In concreto, potrebbe verificarsi una revisione in peius delle politiche di offerta del credito garantito da parte delle banche, un potenziale aumento dei costi complessivi dei finanziamenti e una maggiore selettività nell’accesso alla garanzia pubblica, soprattutto per le operazioni con profili di rischio più elevati”.

Secondo Confimi Industria, tutto ciò avverrebbe in una fase estremamente delicata del ciclo economico, nella quale le PMI hanno un bisogno assoluto di essere supportate, anche sul fronte dell’accesso al credito.

“Il Fondo Centrale di Garanzia – prosegue la nota – rappresenta uno strumento essenziale per sostenere gli investimenti e la competitività del tessuto produttivo. Riteniamo fondamentale che l’evoluzione normativa mantenga un equilibrio tra la sostenibilità della finanza pubblica e la reale accessibilità al credito per le imprese. Sono quindi assolutamente da evitare effetti restrittivi non intenzionali sul sistema manifatturiero. Per questo motivo Confimi Industria – chiosa Della Bella – continuerà a monitorare l’iter del provvedimento, rappresentando nelle sedi opportune le esigenze delle imprese e promuovendo un confronto costruttivo con le istituzioni e il sistema bancario”.

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