Ex Ilva, Agnelli (Confimi Industria): “Allarme per l’Industria italiana. Servono investimenti immediati per garantire la continuità produttiva dell’impianto”
Le notizie che riguardano l’ex Ilva destano forte preoccupazione tra le imprese manifatturiere italiane. Il rischio concreto è quello di una grave carenza di acciaio, materia prima strategica per intere filiere produttive del Paese”.
Lo dichiara Paolo Agnelli, Presidente di Confimi Industria, commentando gli ultimi sviluppi sul dossier.
“L’attenzione alla tutela dell’ambiente è ovviamente un obiettivo condiviso e imprescindibile – prosegue Agnelli – ma non può tradursi in un blocco produttivo che metta in ginocchio il sistema industriale nazionale. In assenza di una produzione stabile e continuativa, l’Italia rischia di perdere autonomia industriale e di dipendere sempre più dalle importazioni. E’ indispensabile che vengano stanziate immediatamente risorse adeguate per sostenere l’operatività dell’impianto.”
“Dopo il rischio di deindustrializzazione – commenta il Presidente di Confimi Industria - che ha portato la chiusura di circa 250 mila aziende e la delocalizzazione di oltre 23mila realtà produttive, dopo i dazi introdotti dagli Stati Uniti, oggi il pericolo è quello di una vera e propria desertificazione industriale per un settore fondamentale come l’acciaio.”
Il tema centrale per la competitività dell’industria resta il costo energetico: “È assolutamente necessario – continua il Presidente Agnelli - che si riducano drasticamente i costi energetici portandoli a livello del costo medio europeo”.