Imprese, Agnelli (Confimi): "L’esecutivo si dissoci dal Patto di stabilità europeo”
“Senza aiuti immediati le industria energivore chiuderanno a breve”
“Il mondo è cambiato in un lasso temporale talmente veloce che ora ne vediamo le conseguenze, ma i prodromi di una crisi economica c’erano da anni”. Inizia con questa analisi l’affondo di Paolo Agnelli, Presidente di Confimi Industria, sulla drammatica congiuntura che sta colpendo il sistema produttivo.
Secondo Agnelli, il quadro internazionale è ormai compromesso: “ora c’è la guerra in Europa e in Medio Oriente. Il commercio europeo e non solo invoca la causa di forza maggiore nei contratti. L’economia europea è in grave crisi e le industrie italiane sono piegate dal costo dell’energia e rischiano il default”.
Il Presidente di Confimi prosegue contestando le scelte di Bruxelles: “in questo contesto, aggravato dai dazi americani e dal conflitto russo-ucraino, l’Europa mantiene in vigore il Patto di Stabilità. È difficile comprenderne la ratio, fra giudizi che oscillano fra incompetenza, follia e miopia. Il Patto di Stabilità dovrebbe propendere per un periodo, appunto, stabile, ma cosa c’è di stabile oggi nel mondo?”.
L’appello al Governo italiano è netto e urgente: “l’’Esecutivo deve dissociarsi da questa linea; dobbiamo essere consapevoli che senza grossi aiuti le imprese italiane, a cominciare da quelle energivore come acciaierie, fonderie, carta e ceramica, chiuderanno a breve. Poi di chi sarà la colpa? Chi giudicherà i fatti? Nel frattempo l’economia, l’industria italiana e le famiglie dei dipendenti da chi verranno seguite? Se verranno lasciate alla deriva, l’approdo verso una terra ferma non sarà più possibile”.
Agnelli punta infine il dito contro la gestione della transizione e l'approssimazione del dibattito pubblico, denunciando una pericolosa confusione tra propaganda e realtà industriale:
“Dobbiamo prestare estrema attenzione a ciò che sentiamo e vediamo sui media: regna troppa incompetenza. Si confondono i carburanti con il gas per le industrie, il diesel con l’energia elettrica, l’ETS con il Cbam, la transizione energetica con il costo della benzina. Si corre a prendere provvedimenti di venti giorni per l’aumento di benzina o diesel, mentre la ‘divinità’ green ha confuso l’Europa, facendo dimenticare che la sostenibilità energetica, senza quella economica e sociale, spazzerà via migliaia di posti di lavoro. Insieme a essi, cadrà quel 3% del rapporto debito/PIL che rappresenta la falsa stabilità europea: un sogno trasformato in incubo. Stiamo assistendo - conclude - all'espulsione delle nostre aziende per far spazio all'industria cinese, all'inquinamento di navi e aerei, alla povertà e a una ‘decrescita felice’ che si scontrerà con una cassa integrazione vuota. Chi non ha fatto nulla e non ha capito nulla sarà l'unico autore di questo disastro annunciato”.