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Dl Fisco, Confimi Industria: "Bene aumento risorse Transizione 5.0 e Iper-ammortamento"

“Accogliamo con favore la conferma dei 1,3 miliardi e l’incremento di 200 milioni per la Transizione 5.0 annunciato oggi dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. Esprimiamo soddisfazione anche per l’aumento dell’iper-ammortamento che passa da 8,3 a 9,7 miliardi. Il sistema produttivo ha dimostrato responsabilità lo scorso novembre per salvaguardare il finanziamento del Pnrr, oggi il Mimit, il Mef e il Ministero per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione hanno riconosciuto il valore delle nostre azioni a conferma che le regole non si cambiano in corsa: le imprese devono avere certezze nei rapporti con lo Stato”. Lo ha dichiarato Flavio Lorenzin, vicepresidente di Confimi Industria partecipando al tavolo al Mimit sulla Transizione 5.0.

Dl Fisco: Agnelli (Confimi Industria): “Urgente salvaguardare tessuto produttivo, si esca dal Patto di stabilità”

“Il DL Fisco approvato venerdì scorso è l’ennesima riposta che impatta negativamente sul mondo delle imprese”. Così il Presidente di Confimi Industria Paolo Agnelli commenta le ultime misure fiscali.

Per Confimi Industria, le piccole e medie imprese che rappresentano il 73,8 del PIL, in un momento già difficile hanno maggiore necessità di programmare e di avere risposte certe.

“In un’economia di guerra, dove saltano per causa di forza maggiore gli equilibri, mantenere il Patto di Stabilità è un ‘nonsense’. Da qui si potrebbero liberare le risorse che servono al comparto industriale che sono priorità – spiega Agnelli - Continuando di questo passo avremo i conti in ordine e una buona considerazione in Europa utile specialmente alla politica. Invece, i cittadini e le piccole e medie imprese dovranno sobbarcarsi i costi dell’energia, del gas, delle bollette, dell’inflazione, conseguenza inoltre di un ambientalismo fanatico e scollegato da una realtà mondiale”.

“L’immobilismo, la cecità, l’incompetenza e la sottomissione a certe lobby europee, e non solo, saranno le cause del fallimento del nostro Paese – spiega Agnelli.  All’aumento delle chiusure aziendali e della cassa integrazione qualcuno si spaventerà all’avvicinarsi delle varie tornate elettorali, ma sarà troppo tardi e il Patto di stabilità in tempo di guerra sarà salvo”. 

Per quanto concerne il tema delle imprese esodate del Piano Transizione 5.0 dopo la notizia della drastica riduzione del credito d’imposta, Confimi Industria chiede che le misure originarie siano garantite. La Confederazione sottolinea come Il decreto fiscale riposizioni sugli esodati del 5.0 soli 537 milioni di quei 1,3 miliardi formalmente stanziati con l’ultima LdB, sulla più mite misura del 4.0.  Sono circa 7.000 i progetti in lista d’attesa che sulla base del nuovo decreto, dopo aver fatto investire ingenti somme alle Pmi per consulenze complicatissime, promettono un misero 35% che, nella maggior parte di casi sarebbe appena un 12,25% e, nella migliore delle ipotesi per gli investimenti con il livello più elevato di riduzione dei consumi energetici, di un 15,75% invece del 45%. Sono misure addirittura inferiori al 20% del piano 4.0, le cui sorti non risultano chiare. Il tutto stride  in un Paese che ha estremo bisogno di efficientamento energetico, anche sfilare dal beneficio la parte trainata degli investimenti nel fotovoltaico. Si confida che il 35% di cui parla il nuovo decreto sia solo un ‘acconto’ per prendere tempo in logica del “Patto di stabilità” (DEF) e decisioni europee conseguenti la situazione del Medio Oriente; le imprese, in ogni caso, hanno effettuato gli investimenti sulla base delle misure originarie e le misure originarie, in un modo o nell’altro, vanno garantite.

Al via "Generazione Industria", Confimi Industria apre le sue fabbriche per mostrare ai giovani il dietro alle quinte della manifattura

Per la Giornata Nazionale del Made in Italy, oltre 20 appuntamenti in tutta Italia, dal 25 marzo all’8 maggio

La realtà ha sempre due facce: la prima la vedi, l'altra la scopri. C'è il telefono, e c'è chi ha progettato il circuito. C'è la macchina, e c'è chi ha saldato il telaio.

In occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy istituita dal Mimit, Confimi Industria porta gli studenti a scoprire la manifattura italiana. Per mostrargli che dietro quello che indossano, consumano, ascoltano, guidano, c'è un mondo fatto di tecnologia, competenza e innovazione. E che lavorare in fabbrica significa dar forma al proprio futuro.

Nasce con questo intento “Generazione Industria”, la rassegna di appuntamenti nazionali che da oggi e fino all'8 maggio apre i laboratori delle aziende associate ai ragazzi tra i 14 e i 25 anni, quelli della Gen Z che la manifattura italiana non l'hanno mai vista da vicino.

Un’occasione per ridurre il divario tra quello che si impara a scuola e quello che serve nel mondo del lavoro.

“L'industria non è solo una storia da raccontare, ma una realtà viva che si tramanda”, spiega Paolo Agnelli, presidente di Confimi Industria. “Con Generazione Industria vogliamo far incontrare due parti della stessa realtà: da una parte l'industria che genera prodotti, lavoro e futuro; dall'altra la generazione di studenti che deve affacciarsi al mondo del lavoro. Li portiamo dentro i nostri laboratori perché possano vedere e scoprire che tutto quello che popola la loro realtà nasce dalle idee delle persone che ogni giorno costruiscono il made in Italy”.

Oltre 20 eventi distribuiti su tutto il territorio nazionale che coinvolgono più di 30 istituti scolastici.

Si entra in sartorie di alta moda, in aziende dolciarie che conservano la tradizione e innovano prodotti conosciuti sulle tavole di tutto il mondo, in realtà dove si progetta il suono di amplificatori che portano il made in Italy nei concerti internazionali.

Si va dietro uno schermo per scoprire come nasce una serie tv, un film, un contenuto che loro stessi guardano ogni giorno. Si incontrano robot quadrupedi e sistemi di automazione, per capire che la manifattura è anche tecnologia avanzata. Si scopre come un oggetto “parla” con un altro oggetto, come si traccia una filiera, come si costruisce una città intelligente.

Dal Veneto alla Sicilia, dai laboratori di meccatronica a quelli degli alimenti gluten free: il calendario delle iniziative coinvolge territori e filiere produttive diverse. Ogni appuntamento è pensato per offrire agli studenti un'esperienza formativa, capace di orientare le scelte future e di valorizzare le eccellenze del territorio.

L'obiettivo è mostrare come un'idea diventa oggetto e l'oggetto viaggia verso il mondo e arriva tra le loro mani.

Generazione Industria è un verbo fatto sostantivo: generare e generazione, la stessa parola - conclude Agnelli - Vogliamo che i ragazzi escano dai nostri stabilimenti con un'idea reale di cosa sia la manifattura italiana, perché siamo convinti che questa esperienza possa accendere in qualcuno di loro l’interesse per il saper fare, per quella combinazione di tecnica e ingegno che rende unica la produzione italiana in tutto il mondo”.

Imprese, Agnelli (Confimi): "L’esecutivo si dissoci dal Patto di stabilità europeo”

“Senza aiuti immediati le industria energivore chiuderanno a breve”

“Il mondo è cambiato in un lasso temporale talmente veloce che ora ne vediamo le conseguenze, ma i prodromi di una crisi economica c’erano da anni”. Inizia con questa analisi l’affondo di Paolo Agnelli, Presidente di Confimi Industria, sulla drammatica congiuntura che sta colpendo il sistema produttivo.

Secondo Agnelli, il quadro internazionale è ormai compromesso: “ora c’è la guerra in Europa e in Medio Oriente. Il commercio europeo e non solo invoca la causa di forza maggiore nei contratti. L’economia europea è in grave crisi e le industrie italiane sono piegate dal costo dell’energia e rischiano il default”.

Il Presidente di Confimi prosegue contestando le scelte di Bruxelles: “in questo contesto, aggravato dai dazi americani e dal conflitto russo-ucraino, l’Europa mantiene in vigore il Patto di Stabilità. È difficile comprenderne la ratio, fra giudizi che oscillano fra incompetenza, follia e miopia. Il Patto di Stabilità dovrebbe propendere per un periodo, appunto, stabile, ma cosa c’è di stabile oggi nel mondo?”.

L’appello al Governo italiano è netto e urgente: “l’’Esecutivo deve dissociarsi da questa linea; dobbiamo essere consapevoli che senza grossi aiuti le imprese italiane, a cominciare da quelle energivore come acciaierie, fonderie, carta e ceramica, chiuderanno a breve. Poi di chi sarà la colpa? Chi giudicherà i fatti? Nel frattempo l’economia, l’industria italiana e le famiglie dei dipendenti da chi verranno seguite? Se verranno lasciate alla deriva, l’approdo verso una terra ferma non sarà più possibile”.

Agnelli punta infine il dito contro la gestione della transizione e l'approssimazione del dibattito pubblico, denunciando una pericolosa confusione tra propaganda e realtà industriale:

“Dobbiamo prestare estrema attenzione a ciò che sentiamo e vediamo sui media: regna troppa incompetenza. Si confondono i carburanti con il gas per le industrie, il diesel con l’energia elettrica, l’ETS con il Cbam, la transizione energetica con il costo della benzina. Si corre a prendere provvedimenti di venti giorni per l’aumento di benzina o diesel, mentre la ‘divinità’ green ha confuso l’Europa, facendo dimenticare che la sostenibilità energetica, senza quella economica e sociale, spazzerà via migliaia di posti di lavoro. Insieme a essi, cadrà quel 3% del rapporto debito/PIL che rappresenta la falsa stabilità europea: un sogno trasformato in incubo. Stiamo assistendo - conclude -  all'espulsione delle nostre aziende per far spazio all'industria cinese, all'inquinamento di navi e aerei, alla povertà e a una ‘decrescita felice’ che si scontrerà con una cassa integrazione vuota. Chi non ha fatto nulla e non ha capito nulla sarà l'unico autore di questo disastro annunciato”.

Energia: Confimi Industria: “Positivo il cambio di passo ma ora misure strutturali”

"Apprezziamo i segnali del Dl Bollette, dal superamento dei ristori una tantum all'avvio di interventi su contratti di lungo termine e oneri di sistema. Ma il costo dell'energia per le nostre imprese è ancora fino a tre volte superiore a quello dei competitor europei: servono misure strutturali per colmare il divario". Così Fabio Ramaioli, direttore generale di Confimi Industria, in audizione sul Dl Bollette alla Camera.

Per Confimi, bene anche l'attenzione al differenziale del gas e alla revisione dell'ETS europeo. "Ma restano criticità, alcuni alert tipo la rateizzazione degli oneri impropri al 6% per dieci anni che rischia di trasformarsi in nuovo debito per le Pmi, e i contratti di lungo termine devono essere semplici e accessibili, per non rischiare di rimanere scatole vuote".

Sulle proposte: “rendere strutturali gli interventi sugli oneri di sistema oltre le misure temporanee, evitare che l’incremento dell’IRAP sul comparto energetico venga trasferito a valle lungo la filiera prevedendo un monitoraggio annuale di ARERA, semplificare l’accesso ai PPA e ai contratti di lungo termine attraverso modelli standardizzati, supporto tecnico del GSE e meccanismi di aggregazione territoriale, estendere gli strumenti di stabilizzazione del prezzo anche alle PMI non formalmente energivore valutando una categoria intermedia “mid-intensive”.

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